Buongiorno,

vorrei chiedere un consiglio su come affrontare argomento pappa che per mia figlia è un tabù. L. ha 4 anni fra pochi giorni , è splendida, vivace, affettuosa, alta 1,05 e peso 18 kg. Perfetta (anzi , più della media ) secondo i 3 pediatri che l’hanno visitata . Ma non mangia nulla di nulla, oltre al suo latte (in polvere perché più ricco di vitamine e vari) e per giunta nel biberon!!! Beve 3/4 biberon da 210 al di’ più pane – biscotti – creacker, e cioccolato. Una volta a settimana l’uovo e 2/3 volte la purea di frutta. Integro con Padiavit. Ha fatto svezzamento perfetto, completo di tutto . Poi il rifiuto totale dal nulla. Anche all’asilo sta seduta a tavola ma senza assaggiare NULLA e mangia solo pane. È’ sicuramente un blocco mentale ma perché??? Lei stessa ti dice : ” prima o poi mangerò come gli altri “. Non so che fare, seguo il consiglio del pediatra di non farne un dramma, ma in realtà sono preoccupata, anche se onestamente vedo che cresce bene comunque. Il padre ha fatto più o meno lo stesso fino a quasi i 5 anni, ma credo sia solo un caso … Grazie

B. C .

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Gentile Signora,
Le lettere che ci pervengono da parte dei genitori esigono molta attenzione, prudenza e molta professionalità da parte nostra nel formulare le risposte.
Dalle sue parole si intuisce l’ansia che, in modo ammirevole, Lei cerca di controllare, ma che è generata da una giustificata preoccupazione.
Il rifiuto del cibo da parte della sua bambina di quattro anni merita una riflessione che va oltre una difficoltà di tipo alimentare. Sappiamo che a tavola si comunica, ci si relaziona ed il nutrirsi o meno costituisce un pretesto per dire altro: L. non tocca cibo.
Il problema è risolvibile, ma occorre affrontarlo in modo adeguato, se pur con risvolti impopolari.
Nella sua descrizione della bambina non ci sono notizie circa il periodo dai due anni e mezzo ai tre anni e mezzo circa, quello in cui un bambino diventa consapevole della propria identità, vive l’affermazione di un “IO” prepotente ed ha bisogno di sperimentare contemporaneamente l’affetto, la generosità, la fermezza, la decisione, l’autorevolezza di papà e mamma.
Il suo bisogno di autonomia è forte e spesso si esprime attraverso richieste e capricci che preoccupano e imbarazzano i genitori.
Sto generalizzando molto, ma il nostro sostituirci al bambino, il nostro cedere per evitare pianti e capricci, porta spesso ad atteggiamenti di provocazione, di affermazione della propria volontà: “un giorno o l’altro mangerò anch’io” è rivelatore in questo senso. “Sono io che decido!”
Data l’età e le capacità della bambina, penso che sia indispensabile un percorso ben preciso:
– affrontare con lei l’argomento alimentazione, ripetutamente, in momenti tranquilli, lontani dai pasti e dalla tavola
– informarla che da un prossimo giorno preciso, non ci sarà più materialmente in casa nessun biberon, neppure per la colazione del mattino
– dirle che, data l’età che le consente di seguire gli orari ed i menù degli adulti , farà colazione, pranzerà, cenerà con mamma e papà ed i possibili ospiti.
“con calma, e serenità”, pur prevedendo qualche pasto saltato, qualche lacrima e capriccio o notte insonne, a tavola sarà servito cibo uguale per tutti.
Non so con quale orario L. frequenti l’asilo, ma certamente sarebbe meglio evitare di offrirle il biberon alle 13, in casa. Quando si assumono decisioni così impegnative sarebbe anche necessario evitare interferenze e commenti di altre persone, magari coinvolte affettivamente!
L’obiettivo non è che L. decida di mangiare come tutti gli altri coetanei, ma che capisca sia nei confronti del cibo che di tutti gli altri aspetti della sua vita, che le decisioni spettano alla mamma, al papà e non ai bambini. Si tratta della possibilità di una crescita serena, in autostima, con sicurezza e allegria, necessarie anche per la vita sociale ormai in pieno svolgimento.
L’esperienza del papà/bambino è una coincidenza, anche se possono esserci delle affinità del carattere, ma quello che ora è indispensabile è il dialogo tra genitori e una decisione condivisa, continuando ad amare e a coccolare la Vostra bambina.
So che le ho fatto una proposta molto impegnativa, ma di sicuro successo!
Conti pure sulla nostra e mia collaborazione, qualora potesse esserLe di aiuto.
Intanto Le invio cordiali saluti.

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