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Con l’inizio della nuova avventura alla scuola materna non solo mio figlio ha fatto nuove conoscenze, anch’io ho avuto questa opportunità. Confrontarmi con altre mamme.
Purtroppo non ci sono state tantissime occasioni se non durante le feste di compleanno. Per “fortuna” abbiamo creato il gruppo delle mamme della classe dove l’amministratore è ovviamente la rappresentante di classe.

Come capita in questi tipi di gruppi ci si aggiorna sulla attività scolastiche dei nostri bimbi come: vari avvisi della
scuola, iniziative per i bambini per il dopo scuola, richista del fondo cassa che ormai “piange” (a gennaio?). Normale amministrazione.

Posso ammettere d’essere stata molto fortunata, il nostro gruppo è molto discreto, al contrario di alcune mie amiche che sono o in altre classi o in altre strutture. Dai loro racconti, su cosa si legge in queste chat, a volte tutto è davvero molto assurdo.
Una mamma mi ha confessato che la chat era diventata un vero e proprio incubo. Nata per le semplici comunicazioni, aggiungerei sporadiche, era diventato ormai un continuo BIP di notifiche ricevute. Non era più utile a quel modo, era solo un continuo disturbo per chi “magari” avesse altro da fare, come lavorare ad esempio.

Le mamme erano divise per tipologia: quella ansiosa che chiedeva sempre se qualche bimbo fosse malato, non tanto per interesse ma per paura che anche sua figlia venisse contagiata.

Quella che doveva per forza comunicare tutti gli eventi del paese e zone limitrofe per i bambini.

Quella che chiedeva sempre se qualcuna avesse trovato la felpa o il giocattolo del proprio figlio nella loro sacca.

Quella che se non mettevi un “emoticon” non capiva se il tono della tua risposta era sarcastico, serio, simpatico, come se gli “emoticon” fossero indispensabili per evitare fraintendimenti.

Quelle che scrivevano solo per chiedere un favore mettendo in difficoltà e imbarazzo le altre mamme che non sapevano come dirle di NO.

Quella del buon giorno.

Quella che invia foto dei piatti che ha cucinato o del proprio figlio cosa combina.

Quelle che si accordavano per vedersi dopo la scuola, senza tener conto che da li a 3 ore si sarebbero viste davanti al cancello per poterlo fare di persona. Non parliamo poi di quando veniva inserita una nuova mamma, partiva il comitato di benvenuto con minimo 30 messaggi.

Questo è solo un “breve” sfogo, a cui ho assistito, di una mamma ormai terrorizzata dalla chat della sua classe.

I papà che ruolo rivestono nella vita scolastica del proprio figlio? Beh, loro, dopo la prima riunione di classe a cui
hanno partecipato, con l’obbligo di frequenza da parte della moglie, si sono ben visti di farsi aggiungere al gruppo alcuni arrivando anche a mentire sul possesso di un cellulare. Scaltri!
Morale: la chat delle mamme è utile per le comunicazioni importanti inerenti alla classe, per qualsiasi altra cosa meglio utilizzare messaggi privati.

Una buona regola nel rispetto di tutti!
Samantha Bucci

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