Lupo

Care mamme,

Avete presente quel piccolo e solitamente peloso pupazzetto che i vostri bimbi stringono forte e che da loro sicurezza
quando hanno paura, o mentre fanno la nanna e che si portano ovunque, qualsiasi sia la destinazione? Ecco…mio figlio no, da non crederci!

Pensare che avevo sempre creduto che ogni bambino ne avesse uno. Il mio, ad esempio, era un “gatto” piatto, se guardato di profilo ma cicciottello sul davanti. Lo chiamavo Spank perché un po’ mi ricordava il cane protagonista dell’omonimo cartone animato fine anni ’80. Avevo un peluche che rappresentava un gatto e io lo associavo ad un cane, che fantastico potere ha la fantasia di un bambino.
Tornando a mio figlio, beh, lui non ne ha UNO in particolare, non ne ha uno del cuore insomma. Almeno fino a qualche settimana fa.

Partiamo dall’inizio…..

Quando era piccolo, al suo primo Natale, mia sorella gli regalò un pupazzetto che si illuminava la notte e canticchiava una dolcissima melodia. Sarà durato da Natale a Pasqua, quando sempre la sua cara zia gli ha portato un bel papero che schiacciandogli il becco continuava a dire “qua, qua, qua”. Anche questo è durato poco, fino a fine maggio.
In quel periodo abbiamo fatto una bellissima gita a Rivolta d’Adda al parco della Preistoria dove, a fine giro, ci ha chiesto, al negozietto dei souvenir, un dinosauro di gomma.
Durato molto di più rispetto agli altri due, devo ammettere che quasi ero convinta che fosse lui il prescelto ed invece fu spodestato dai pupazetti acquistati con i punti del supermercato.

Tra quelli che avevamo preso noi e quelli che avevano acquistato nonni e zii, il lettino di nostro figlio era pieno di peluches e lui sembrava E.T. in mezzo a tutti loro e neanche tra tutti quei pupazzi ci fu un vincitore. Deposti tutti in una cesta, tutti quanti e tirati fuori solo all’occorrenza durante i giochi.

Un altro anno è passato ed ecco il suo secondo Natale, come regalo gli è stato fatto un altro pupazzo tra i tanti doni di
Babbo Natale: Sullivan, il mostro lilla e celeste del film animato Mosters&Co. Guardato per poche ore per poi raggiungere tutti gli altri nella cesta.

Non potevo credere che mio figlio non avesse un pupazzetto preferito, un “amico” col quale giocare, consolarsi e non
separarsi mai. Dovevo trovarlo!!!
Dal secondo compleanno al quarto sono passati sotto analisi: Un puffo di 40 cm (sperando che la grandezza potesse in qualche modo conquistarlo), i personaggi di: Madagascar, Sherk, Toy Story, Arlo, Nemo, Cars, Tigro (l’amico di Winnie The Pooh), un coccodrillo, un altro papero che ballava e tantissimi altri. Ero scoraggiata, avvilita, demoralizzata e tutti i sinonimi possibili. Per me ormai era diventata una vera e propria ossessione.

Ero ormai pronta ad alzare le mani, issare bandiera bianca ed arrendermi quando, una sera durante il momento della fiaba mi ha chiesto di leggergli Cappuccetto Rosso. Finito il racconto alla buona notte mi ha chiesto: “Mamma il lupo è bello, non è cattivo è solo un po’ monello. Vero mammina?”. Quella sua frase mi aveva illuminata. Vuoi vedere che……!?

Il giorno seguente, subito dopo averlo accompagnato all’asilo, sono corsa a casa a cercare su Internet un bel lupacchiotto morbidoso e colorato. Eccolo, trovato! Stupendo! Peccato che il suo costo fosse un po’ eccessivo e allora ho pensato: “perché non provare a farlo da sola?” Ho cominciato a radunare il materiale che mi sarebbe servito: stoffa di cotone colorata, pannolenci, pile marrone, ovatta per riempirlo e qualche bottone, uno in particolare era adattissimo con la scritta: “Friend Forever” sperando in qualche modo che fosse di buon auspicio.

Perfetto, avevo tutto e anche il tempo necessario per regalarglielo al suo compleanno, mancavano giusto tre settimane, non che ci volesse tanto ma almeno lo potevo fare con tutta calma.
Per essere certa che gli piacesse gli ho mostrato l’immagine del lupo al suo ritorno a casa e la sua frase “Wow è stupendo, non posso credere ai miei occhi, questo mamma voglio questo, me lo compri?”

Il giorno del compleanno era arrivato e il suo regalo era pronto. Ero emozionata ma con la paura che il pupazzo del cuore, quello che mi aveva accompagnata per tutta la mia infanzia e che era conservato gelosamente nello scatolone dei ricordi in mansarda, potesse non essere quello che con tanto amore avevo confezionato per lui. Soprattutto avevo paura che lui non potesse mai provare la gioia di averne uno.

Festa, amici, trombette, caos micidiale, cibo ovunque, torta e finalmente…REGALI! Regali degli zii, regali degli amici, dei nonni e ora…il mio! Dopo averlo scartato la sua reazione per me è stata inaspettata. Aveva un sorrisone enorme e un’espressione di stupore. Mi ha guardata, aveva capito che era il mio dono. Si alzò e mi corse incontro,
abbracciandomi mi disse all’orecchio: “Grazie mamma, era proprio quello che volevo”. L’abbraccio fu dolcissimo, come lui, un abbraccio a tre a dirla tutta, avevo un orecchio del lupo nel mio occhio ma ne valeva la pena.

Arrivata Pasqua altri pupazzi hanno cercato di separarlo dal suo LUPO. Battezzato semplicemente LUPO, indivisibili ormai.
E’ molto affezionato a quel peluche improvvisato fatto di pile, bottoni e scampoli di stoffa. Mi riempie il cuoricino
sapere che ha un pupazzino del cuore anche lui e che spero un giorno ricordi con affetto, lo stesso che io ho messo nel farlo!

Auguri al mio piccolo terremoto!

Samantha Bucci

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