Cara signora Carla,

le scrivo perchè ho assistito a due sue conferenze e ho ammirato molto sia la sua competenza sia la passione che mette nello svolgere il suo lavoro di pedagogista e così ho deciso di chiederle un consiglio.

Mia figlia ha quasi cinque anni (li compirà a metà dicembre), è una bambina bella, brava all’asilo e, quando vuole, molto brava anche a casa, è una bambina curiosa con molto desiderio di imparare ogni cosa, fa sempre tantissime domande, è anche ironica e divertente. E’ anche una bambina molto vivace, non ha problemi di attenzione nè a casa nè all’asilo, anzi anche le maestre confermano che il suo livello di attenzione è molto alto, però, appena può non sta ferma un secondo, è in movimento continuo, a volte eccessivo, fin qui pazienza….

Il motivo per cui le scrivo è un lato del suo carattere o un suo modo di agire che ci mette molto in difficoltà: a volte si impunta in maniera molto molto insistente a voler oppure a non voler fare alcune cose che per un motivo o per un altro non si possono fare (saltare gli scalini partendo dal più alto, attraversare la strada senza dare la mano, voler mangiare cose che non ci sono, voler andare in posti che non sono in programma…) lo fa con una lagna e un tono di voce molto alto, alla fine urlando, offendendoci, dando anche pugni, soprattutto a me, e il capriccio dura fino all’esaurimento totale nostro, nei posti pubblici arriviamo a vergognarci a spostarci per la vergogna, tutti ci guardano e ci danno consigli.

Il primo problema è la nostra incapacità di prevenire e di gestire questi momenti, passiamo dalla passività nei luoghi pubblici perchè già le sue urla sono sufficienti allo sgridarla a casa e, a volte, perdiamo proprio la pazienza, a me scappa lo sculaccione e anche al papà il papà è meno paziente e più istintivo e gli scappa anche uno spintone e tirate di orecchie insomma gesti che poi ci fanno stare anche male, ma porta la nostra pazienza al limite. Per esempio ieri sera voleva saltare tre scalini a mano del papoà (cosa a cui sono contraria, ma il papà insiste a volergliela far fare), ma invece che saltare gli ultimi tre voleva partire dal più alto rischiando di farsi male, si è messa a urlare e protestare non voleva ascoltare il papà, alla fine il papà si è stancato e l’ha lasciata sulle scale da sola e lei ha saltato non so come, poi alla fine non voleva entrare in camera si è buttata per terra sul pavimento urlando a quel punto il papà avrebbe potuto lasciarla stare, secondo me, invece l’ha sollevata e l’ha “messa” per modo dire sul letto, l’ha spinta non in un bel modo…io ero in bagno e non potevo intervenire, non avevo neanche capito bene cosa stesse succedendo, sto sempre in tensione perchè l’uno non ha pazienza e modo e l’altra non la smette mai… Io sto male a vedere mia figlia in preda a queste crisi e il papà che si arrabbia con lei…non capiamo cosa dobbiamo fare, dove abbiamo sbagliato. Una baby sitter psicologa ci ha detto che è una bambina che non ha problemi e che è normale che faccia il capriccio anche se a livelli stratosferici, ma io ho anche il problema di gestire mio marito che perde la pazienza (non le ha mai fatto male, ma anche lui si rende conto che perde un po’ il controllo e non sa cosa fare) anche se lo posso capire… Cosa possiamo fare? La ringrazio infinitamente se troverà il tempo di rispondermi…

RISPOSTA

Gentile Signora,

Ho letto la Sua lunga lettera e Le rispondo con molto piacere leggendo tutti gli aspetti positivi che riguardano la Sua bambina.
E’ però necessaria una premessa circa il rapporto tra Voi genitori per quanto attiene la formazione e l’educazione della Vostra bambina che a cinque anni dovrebbe aver superato la fase acuta dei capricci.
E’ indispensabile un accordo tra Voi genitori sulla regole (poche, ma certe) che Vostra figlia deve conoscere e imparare a rispettare.
E’ indispensabile la fiducia reciproca circa l’agire di ciascuno nei suoi confronti: il contrario porta la bambina a cercare di affermare la propria volontà, approfittando della mancanza di accordo tra gli adulti.
Vista l’età e le caratteristiche di sviluppo che mi ha descritto, dovrebbe essere possibile dialogare con la bambina nei vari momenti di serenità, coinvolgendola nel proprio percorso di crescita e stabilendo con lei delle piccole mete positive.
Sappiamo che in campo educativo non succedono miracoli e che la perseveranza invece premia con piccoli passi avanti e qualche insuccesso.
I ritmi di crescita dei bambini sono diversi per l’aspetto fisico, intellettuale, affettivo/emotivo. Proprio l’aspetto dell’emotività della sua bambina sembra aver bisogno di maggior maturazione da perseguire con l’aiuto degli adulti a lei vicini, comprese le insegnanti e la baby setter.
Quindi:
. accordo tra i genitori nei suoi confronti
. sostegno reciproco per l’autorevolezza di papà e mamma
. regole chiare e pazienza e perseveranza nel viverle
. gratificazione per ogni comportamento positivo
Il lavoro educativo è estremamente affascinante, ma richiede fatica, buon umore e tempi lunghi e i risultati non mancheranno!
Buon lavoro e grazie per le parole di incoraggiamento.
Carla Manfreda

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