Quando un bambino inizia ad andare al nido, cambia in parte le abitudini che ha a casa. E’ per questo che spesso nel passaggio dal proprio ambiente familiare e domestico a quello nuovo e sconosciuto dell’asilo, il bambino presenta difficoltà sia nel mangiare che nell’addormentarsi. Ciò non deve preoccupare i genitori. “Bisogna tener conto che ogni bambino arriva al nido portando con sé i propri gusti personali, un proprio vissuto, delle abitudini precise. A volte rifiutare un cibo può essere un atto d’intelligenza che non deve allarmare. Se il bambino non riconosce il cibo come qualcosa di conosciuto, sarà probabilmente portato a rifiutarlo. L’obiettivo comunque deve essere quello di arrivare ad un’educazione alimentare che includa tutti gli alimenti proposti” ci dice Carla Manfreda, coordinatrice e pedagogista d’esperienza di Happy-Child. “Il cibo rappresenta un forte strumento di comunicazione e va consumato in un clima di serenità e di allegria, con calma e seguendo riti ben precisi, utilizzando tutta la fantasia – non la pressione – possibile, così che il bambino un po’ per volta impari ad assaggiare e apprezzare ciò che gli viene proposto a tavola”. Ma cosa si intende per fantasia? “Anche l’occhio vuole la sua parte. Il cibo quindi dovrebbe presentarsi invitante esteticamente, secondo abbinamenti di cibi che tengano conto non solo delle caratteristiche nutrizionali, ma anche dei colori”. E per quanto riguarda il sonno? “Il momento del sonno rappresenta un’altra fatica, perché è un abbandonarsi all’ignoto. Il bambino ha bisogno di abituarsi al nuovo ambiente che è l’asilo, per questo è normale che all’inizio presenti qualche difficoltà nell’addormentarsi. Per favorire il sonno l’area-notte dovrebbe essere un locale gradevole, ben arredato e in penombra”.

IMG_0713Il luogo del riposo è fondamentale: proprio perché il bambino non conosce ancora bene il nuovo ambiente, è importante che sia presto in grado di riconoscerlo. Deve quindi familiarizzare al più presto con esso e quindi addormentarsi, se possibile, sempre nelle stesse condizioni. “Sarebbe auspicabile, per esempio, che il bambino si addormenti sempre nel lettino: a letto si va svegli, non nelle braccia di un adulto perché poi il risveglio in un altro luogo viene vissuto come un tradimento”. Va comunque precisato che non esistono regole universali e valide per tutti i bambini, ma che ciascuno presenta ritmi ed esigenze proprie che vanno valutate caso per caso con la massima flessibilità. Nonostante queste iniziali difficoltà nel passaggio casa-nido, il fatto di pranzare e riposare all’asilo rappresenta indubbi vantaggi. Il momento del pranzo, per esempio, è altamente positivo perché il bambino sperimenta la condivisione. E’ infatti un forte momento di socializzazione che facilita i rapporti sia con i coetanei che con gli adulti ed è per questo che è importante che ogni bambino si fermi a pranzare a scuola, a qualsiasi età. Per quanto riguarda il momento del sonnellino, invece, il fatto che il bambino quando è piccolo si comporti per imitazione, dovrebbe rassicurare le mamme: vedere gli altri bambini che hanno già acquisito la loro routine dell’andare a dormire in modo autonomo, porterà il piccolo a volerli imitare e ad acquisire a sua volta questa buona abitudine velocemente.

di Eleonora Fornasari

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