Si incontrano tantissime persone nell’arco di una vita ma quelle più importanti spesso si sono conosciute nei primi anni di scuola, dove personalità e caratteri sono costretti a convivere in uno spazio limitato e per molte ore al giorno. Quei rapporti che poi, nel tempo, si rivelano più duraturi e si ricordano con più facilità proprio perché quella “convivenza forzata” crea legami, nel bene e nel male, impossibile da dimenticare.

La scuola insegna anche la condivisione, un concetto estraneo al bambino dai 0 a 2 anni, periodo nel quale sono abituati a giocare da soli. Se si ritrovano con altri bambini prima o poi capiterà di vederli bisticciare perché quasi sicuramente uno dei due vorrà il gioco dell’altro e poco importa se per ottenerlo bisognerà graffiare, spintonare, mordere o tirarsi i capelli, l’importante è averlo. 

Proprio per questo motivo bisogna cominciare, verso i tre anni, ad insegnare al proprio bambino alcune abitudini per una pacifica coesistenza:

– Chiedere “per favore” quando si chiede qualcosa.

– Salutare quando si arriva e quando si va via.

– Chiedere scusa se si fa qualcosa che non avrebbe dovuto fare.

– Mangiare da solo e con le posate.

– Riporre i giochi al proprio posto dopo averli utilizzati.

– Accettare le medicazioni in caso si sia ferito.

– Non ridere se un suo compagno si è fatto male ma aiutarlo.

– In caso di litigio non alzare le mani ma chiedere piuttosto alla maestra.

La maggior parte del tempo lo trascorrono giocando ed è giusto che sappiano: saper vincere e saper perdere, congratularsi con il proprio amico se ha vinto e incoraggiarlo se sta perdendo, rispettare le regole e non imbrogliare.

I veri amici si aiutano a vicenda, nei momenti felici e in quelli tristi.

Come accennato la condivisione è molto importante, bisogna spiegare al bambino che per poter giocare assieme bisogna anche sapere dividere quel che si ha, che essi siano giocattoli o che siano amici. 

La scuola aiuta sia a rispettare le regole che a socializzare.

Ogni bambino è un piccolo mondo che è giusto conoscere ed apprezzare. Se un bambino è introverso frequentare chi è più socievole lo aiuterà a integrarsi mentre, il bambino più vivace imparerà a rallentare un po’ i suoi ritmi e a ponderare il suo atteggiamento. 

Insomma, la scuola da una mano a far sì che il bambino segua una certa linea educativa, ma anche la madre deve fare in modo che l’insegnamento scolastico sia perpetrato nella quotidianità familiare. Senza assillarlo, tutto deve essere fatto in maniera leggera…giocando.

“La cosa importante non è tanto che ad ogni bambino debba essere insegnato, quanto che ad ogni bambino debba essere dato il desiderio di imparare.”
JOHN LUBBOCK

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