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Care mamme, molte di voi, trascorsa la maternità, si sono ritrovate a dover conciliare la vita familiare con quella professionale e dover ricorrere ad aiuti esterni come nonni, babysitter o asili nido.

Bisogna ammettere che il distacco è più difficile accettarlo per noi mamme che per il nostro bambino. Certo non sarà felice inizialmente, perché sempre vissuto in simbiosi con noi , ma sarà sicuramente molto più “bravo” lui ad adattarsi a nuove situazioni di quanto lo siamo noi.

La nostra testa viene invasa da mille perplessità, a volte sensi di colpa, all’idea di “far uscire da casa” il proprio piccolo soprattutto prima della scuola materna.

Negli ultimi anni si fa il primo figlio sempre più tardi, l’età media dei genitori è aumentata e spesso, per questo motivo, in pochi hanno l’opportunità di lasciare durante i lavoro i propri figli ai nonni, ormai troppo anziani per curarsi dei nipotini. Ecco allora che i nidi diventano luoghi di educazione e socializzazione dei bambini piccoli.

Il bambino ha bisogno di routine che a casa con mamma (o coi nonni) avrebbe sicuramente ma perderebbe la possibilità di confrontarsi con persone della sua stessa età. Mamma e nonni lo porterebbe di certo al parchetto ma non è la stessa cosa.

Il bambino ha bisogno di abitudini non solo nel giocare ma anche nel dormire e nel mangiare assieme ai suoi coetanei.

Ricordiamoci che nei primi anni di vita la “pasta cerebrale” dei bambini è ancora intatta e quindi “malleabile”. Alla nascita tutti i bambini sono uguali, perché il loro cervello è vuoto di concetti e di esperienze e l’impronta che il bambino riceve nei primi anni di vita avrà un’influenza non solo sul suo sviluppo mentale, ma anche sulla sua capacità di amare e di relazionarsi con il mondo esterno. Il primo imprinting parte dai genitori, poi dai parenti e infine dagli educatori. Un’educazione basata sull’ascolto significa una educazione secondo natura, che rispetti le esigenze fisiologiche dello sviluppo infantile, i suoi tempi, i suoi ritmi.

Per questo l’asilo nido ricopre un ruolo fondamentale stabilendo una vera e propria alleanza, forte a tal punto da permettere l’individuazione di linee di crescita personalizzate e ad hoc per ciascun piccolo, per favorire la piena attuazione delle sue capacità sotto diversi aspetti: intellettivo, fisico, emotivo, affettivo.

Nell’eventualità che stiate pensando come scelta all’asilo nido, bisogna prima ottenere il maggior numero d’informazioni che possano soddisfare le vostre esigenze. Un asilo nido che possa essere realmente un servizio a favore della vostra famiglia. Come?
• Il costo che la famiglia può trovarsi a sostenere come “retta” a bambino può variare dai 400€ ai 750€ mensili a seconda che sia tempo pieno o parziale.
• Il nido è facilmente raggiungibile da casa o lavoro?
• La struttura, gli spazi, gli arredi, gli oggetti e i materiali sono progettati in modo da favorire una piacevole permanenza del bambino rispondendo al suo bisogno di cure, di sicurezza, di protezione e di autonomia, di movimento, di gioco collettivo? Osservate bene i locali … e il “clima” che si respira nel nido.
• Sono distinti gli spazi del mangiare, del dormire e del cambio? È importante che dove si mangia e dove si fa la nanna siano ambienti distinti.
• Sono sicuri? Osservate bene i locali.
• Sono puliti e ben illuminati? Sono colorati ed accoglienti? Si sentono odori sgradevoli?
• Sono presenti spazi all’aperto? Un giardino o cortile, anche piccolo, dove possano giocare è consigliato.
• Come è organizzato il personale numericamente e per titoli? Farsi consegnare la Carta dei Servizi.
• Quali orari e quale calendario scolastico viene adottato? L’importanza della flessibilità d’orario giornaliera e massima copertura durante i periodi di vacanza scolastica.
• Quale è il metodo educativo proposto? Quali obiettivi ha? Chiedere uno scritto sul metodo educativo.
• Risponde alle nostre idee e valori?
•Quale è il programma della giornata?
• Quali attività e giochi vengono proposti? E’ importante che ci sia gioco strutturato (organizzato dalle educatrici) e libero durante la giornata.
• Sono previsti, e quanti, incontri individuali tra educatrice e genitori?

• Quale percorso formativo è previsto per i genitori? Chiedere il calendario formativo. Almeno tre incontri formativi all’anno, più quelli tradizionali informativi.

• Quale formazione è prevista per le educatrici? Chiedere il piano formativo programmato, sapendo che esiste una legge che prevede un monte ore minimo di formazione necessarie per ogni educatrice.

• Chi si occupa di definire l’alimentazione dei bambini? Generalmente è un pediatra nutrizionista che “cura” i menù dei bambini in base al fabbisogno.
• Ogni quanto viene consegnato il menù? Il menù è generalmente mensile a rotazione settimanale indicativamente per i bambini al di sopra dell’anno, per i bambini lattanti è personalizzato in base al calendario di svezzamento personale. E’ importante che ci siano due tipologie di menù in base alla stagione: inverno-autunno e primavera-estate.
• La cucina è interna o in servizio esterno? Se interna, si può visitare? La cucina interna al nido permette maggior personalizzazione nell’alimentazione e quindi menù più appetibili. Dà inoltre la possibilità di gestire al meglio la preparazione delle pappe per i lattanti o dei pasti per i bambini allergici.
• Come avviene il momento del pranzo? Farsi raccontare come avviene il momento del pranzo sapendo che è uno dei momenti più delicati per i bambini ed è fondamentale che si svolga in serenità e con professionalità (sorretti da un corretto progetto di educazione alimentare).
• La struttura ha la certificazione di qualità? E’ importante perché è uno strumento che valida i processi del servizio erogato.
• Vengono somministrati ai genitori questionari di soddisfazione? Ogni quanto? Sono necessari per conoscere la qualità percepita. Vengono somministrati almeno 1 volta all’anno.



Con questa sorta di “lista” vi vogliamo offrire gli strumenti per avere chiaro quali siano alcuni elementi imprescindibili nella scelta dell’asilo nido e una volta raccolte le informazioni necessarie sarà molto più semplice scegliere, a cuor sereno, il nido giusto per le proprie necessita ma soprattutto per il proprio bambino. 

Conoscere e informarsi sull’organizzazione della giornata del bambino al nido è molto importante perché è proprio da questa sua prima esperienza in un contesto con orari, attività, incontri e spazi dedicati che il bambino inizia ad acquisire le basi per lo sviluppo del concetto di ordine e di organizzazione.

Nei primi anni di vita il bambino non ha ancora sviluppato il concetto di tempo e spazio; riceve quindi certezza e tranquillità dalla routine, dai tempi scadenzati. Sapere cosa, dove e come fare qualcosa è per il bimbo fattore rassicurante sia nel nido sia nella vita di famiglia.

IL RAPPORTO CON LA FAMIGLIA: EDUCAZIONE PERSONALIZZATA E TUTORIA.
Ognuno di noi è unico e irripetibile e così ogni singolo bambino è diverso da un altro, ha i suoi vissuti personali, le sue abitudini, le sue preferenze, le sue capacità, la sua evoluzione. E’ necessario quindi che ogni bambino abbia un’educazione differente, cioè personalizzata.
Tra nido e famiglia si deve quindi creare un rapporto tale da favorire l’instaurarsi di un ambiente educativo comune, alla cui base ci sia coerenza nelle motivazioni e nelle influenze che il bambino riceverà dai due ambienti.
Un buon rapporto di fiducia e di stima, di continuità educativa fra la famiglia il nido contribuisce senza dubbio a infondere in ogni bambino sicurezza, coerenza e senso di protezione e a renderlo felice.

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