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Care mamme,

a volte capitano dei periodi stressanti e di non facile soluzione, da volerti solo chiudere in una stanza e non pensare più a nulla, isolarti, ma sei mamma…e non puoi!

Quando capitano questi periodi in cui sembra non vedersi mai la luce in fondo al tunnel sei sempre più sconfortata e tesa come una corda di violino, con il timore che prima o poi si possa spezzare.

Avere poi un bambino piccolo, di 4 anni, che GIUSTAMENTE richiede la tua attenzione e cura, diventa ancora più difficile gestire la tua vasta emotività.

Parliamoci chiaro, quando tutto scorre in maniera tranquilla e ordinaria, se tuo figlio ne combina una delle sue, lo sgridi certo, con un tono pacato e l’entità del “danno” quasi non ti interessa.

Decidi che tipo di punizione fargli fare. Gli fai capire che ha sbagliato, ti chiederà scusa e ti dirà che non lo farà più e tutto finisce con un sorriso e un abbraccio.

Se invece fa un disastro nel nostro periodo buio, apriti cielo! Si può arrivare anche, erroneamente, a urlare e sgridarlo dandogli una punizione, molto probabilmente, più grande di ciò che ha fatto.

Questo perché non siamo serene. Siamo tese. Siamo donne, siamo mamme, siamo umane e siamo stracolme di ormoni!

Purtroppo chi ci va di mezzo quando siamo nervose, che sia di natura lavorativa, familiare o di altro genere, sono i figli.
Senza rendercene conto loro diventano il nostro pungiball e anche se sappiamo bene che non è giusto non riusciamo a rendercene conto e controllarci.

Capiamo la nostra esagerazione solo quando lo guardiamo negli occhi, quegli occhietti tra il triste e meravigliato come a dire: “So che l’ho combinata grossa mamma, mi spiace, ma sono piccolo!”. Già, è piccolo e noi questo lo dimentichiamo spesso!

Ovviamente se fanno un disastro devono capire cosa hanno combinato e cercare di rimediare dove possibile, diamogli anche un castigo così la prossima volta ci penserà due volte ma mai e dico MAI, prendersela con loro. Non è facile, lo so, ma non hanno nulla a che vedere con i nostri problemi.

Come spezzare questa catena?
Credo che per ogni rapporto madre e figlio sia diverso.

Posso solo dire che, per quanto mi riguarda, tutte le volte che ho urlato non ho ottenuto mai nulla. Che le cose si sono ripetute e le marachelle non sono diminuite. Ho capito che la “coercizione” non funziona e creare un clima incentrato solo sulle punizioni non da alcun risultato, anzi.

C’è voluto tempo e tanta, tanta pazienza. Perché tutto parte da lì. Da capire COME gestire la propria emotività e vi
assicuro che non è stato affatto facile perché prima ho dovuto istruire anche i miei ormoni, tanti, innumerevoli, esagitati ormoni.

Ho trovato, però credetemi ce n’è voluto e mio figlio può confermarlo, un metodo molto valido per noi:

– Bambino che gioca
– Bambino fa il disastro
– Bambino e mamma si guardano.
– Mamma respira profondamente e non guarda il danno
– Mamma abbraccia il suo bambino.
– Guardano insieme cosa ha combinato
– Calcolano assieme quanto è grave
– Decidono assieme il castigo
– Mamma e figlio si abbracciano e sistemano insieme.

So che la casa in ordine è il sogno di tutte le donne, bambini composti che non si sporcano, che ubbidiscono appena gli si chiede qualcosa ma…non sarebbero bambini, sarebbero alberi.

I bambini fanno i disastri, sporcano e si sporcano con cibo, pennarelli e fango del parchetto.
Si infilano le dita nel naso, aprono tutti i cassetti e tirano fuori qualsiasi cosa. Dove loro arrivano state pur certi che
toccheranno. I muri non saranno più lindi e pinti come quando stava tranquillo nella sdraietta e per imparare hanno bisogno di provare, sporcare e sì…anche rompere!
Loro hanno IL DIRITTO di fare qualche disastro perché è la loro opportunità di crescita e noi abbiamo il DOVERE di insegnargli a farne sempre meno, ma non togliamogliela proprio noi questa occasione.

Di silenzio ne abbiamo bisogno, il silenzio è bello, il silenzio è importante…ma i nostri bambini di più!

Per un bambino la famiglia è tutto: l’anticamera della riuscita personale, del successo scolastico, dei rapporti
sociali…Ricordatevi che: “Per il mondo, un papà e una mamma, possono anche non essere niente, ma per il bambino sono IL MONDO!

Samantha Bucci

 

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